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21/3/2005 ore 11:15
Narni: inaugurato
il "San Domenico", tanta gente per salutare la
riapertura dell'importante ex chiesa e per vedere
l'antica porta scoperta di recente
“I beni culturali del passato debbono tornare a
disposizione dei cittadini”. Le parole pronunciate ieri
mattina dall’architetto Vincenzo Angeletti, della
Sovrintendenza dei Beni Culturali di Roma, nel corso
della inaugurazione della ex chiesa di San Domenico,
hanno dato l’esatta misura di quello che è stato il
ruolo istituzionale nell’opera di recupero dei
sotterranei di Narni. “A noi spetta il ruolo di favorire
operazioni di recupero importanti come quella che stiamo
inaugurando questa mattina-ha aggiunto Angeletti-ma poi
spetta ai cittadini godere della bellezza di certi
reperti e riflettere su quello che è stato il passato e
sulle mutazioni avvenute sul territorio attraverso i
secoli”. C’era tanta gente alla cerimonia organizzata
dal Comune per riaprire, dopo circa tre anni di lavori,
la ex chiesa, originariamente intitolata a Santa Maria
Maggiore, e per inaugurare anche la famosa porta che
mette in collegamento i sotterranei con la chiesa
stessa.
La cerimonia ha avuto inizio nel piccolo cortile
adiacente l’ingresso ai sotterranei. Qui ha preso la
parola Roberto Nini, responsabile dei beni culturali del
Comune e presidente dell’associazione “Narni
Sotterranea”, il quale oltre ai ringraziamenti di rito
ha tenuto a ricordare come “i grandi lavori che sono
stati fatti nei sotterranei in circa venti anni è stato
possibile realizzarli grazie alla passione, l’impegno ed
il sacrificio dei tanti volontari che fanno capo alla
nostra associazione”. Il sindaco Stefano Bigaroni ha
messo in relazione “l’importanza di valorizzare le
testimonianze del passato di cui la nostra città è
ricca”, con “le forme di sviluppo che questa
amministrazione ha deciso di attuare”. Ed ha aggiunto:
“il passaggio che Narni deve fare, per trasformarsi da
città che per lungo tempo ha vissuto all’ombra dello
sviluppo industriale, a quella che deve trarre benefici
dalla presenza di una infinità di siti culturali, non
può essere indolore e ci vuole tempo per attuarlo, ma è
verso questa direzione che dobbiamo andare e dunque
cerimonie come queste vanno salutate con entusiasmo ed
ottimismo”.
Tra la piccola folla c’erano anche molti scolari delle
elementari e delle medie la cui presenza è stata
particolarmente gradita agli organizzatori. Il taglio
del nastro, salutato con un applauso, ha permesso alla
gente di inoltrarsi all’interno dei sotterranei,
ammirare le antiche sale scoperte già da tempo,
osservare anche le caratteristiche dell’ultima stanza
scoperta dai volontari dell’associazione e, finalmente,
varcare l’antica porta riaperta dopo un paio di secoli.
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