02/12/2011                                                   fonte    Il Messaggero

 

Grande schermo Domenica l’anteprima. Il regista è Giorgio Serafini Prosperi

Ciak, arriva il docu-film che svela i segreti di Narni

Protagonista la vita di Lombardini, vittima dell’Inquisizione

Narni – Il casting era stato avviato nel marzo scorso. A dirigerlo il regista Giorgio Serafini Prosperi, una vita nel teatro, che ha abbandonato questa avventura per la bellezza della storia. Poi ventinove giorni di riprese a Narni e nei sotterranei di san Domenico, nei dintorni per spiegare a tutti la storia dell’inquisizione narnese ed anche quella di Giuseppe Andrea Lombardini, che dal sant’Uffizio era stato torturato e forse ucciso. E’ lo srotolarsi della sua vita, delle sue passioni e dei suoi ideali che sono al centro del docufilm, che verrà proiettato in prima nazionale domenica prossima al Cinema Monicelli di Narni. Il titolo? Alla ricerca della verità «Era per noi un sogno. A dire la verità pensavamo ad un film completo – spiega Roberto Nini, l’animatore di Narni Sotterranea, che nei fatti, è la società di produzione – Troppo costoso, troppo impegnativo. Ci siamo un po’«ristretti» con un docufilm. Ma la speranza non è per niente morta ».

Ottantamila euro di spese, in gran parte autofinanziate, trentasei ore di riprese in digitale, cento attori, comprese le comparse, quasi tutte narnesi, persone conosciutissime. Aveva spiegato Bruno Marone, capelli bianchi incolti: «Nella scena interpreto il Cancelliere del sant’Uffizio. E’ stato divertente stare dietro questa produzione». E poi via così con Marino Di Antonio, Maria Luigia Grisci che fa bene, di professione la professoressa di lettere e per passatempo l’attrice di teatro ed ora anche di cinema. Anche per lei un’esperienza divertente: «Molto interessante capire i tempi del cinema».

La scelta del regista? La spiega Roberto Nini: «Una comune amica era venuta a trovarci a vedere i sotterranei del san Domenico. Ed aveva sentito da noi la storia. Ci ha presentato Giorgio Serafini Prosperi, dal quale abbiamo avuto le dritte per una vera produzione.

Ma perché è tanto intrigante questa storia che ha appassionato la città? E’ quella terribile che ha coinvolto il Lombardini, il quale scrisse di essere stato rinchiuso nella prigione dell’Inquisizione il 4 dicembre del 1759. Lo scrisse sul muro. E la cella, anche per non lasciare tracce, era stata interrata, fatta sparire quando il vento era cambiato. Ma nel 1979 sei giovani speleologi scoprirono, nei sotterranei dell’ex convento domenicano di S. Maria Maggiore, le segrete del Sant’Uffizio e i graffiti fatti dal misterioso detenuto. La ricerca è stata intensa e proficua. Ora di Giuseppe Andrea Lombardini si sa quasi tutto, se n’è partecipato il dolore nel rimanere innocente in galera. Ora diventa anche la storia di un film, u film che verrà proiettato 252 anni esatti dal suo incarceramento. Rai Storia ha già espresso il suo interesse per la messa in onda così come altre TV nazionali. Sarà prodotta anche una versione inglese per il mercato estero.

di Marcello Guerrieri