Corriere adriatico: Dal Lacus all’acquedotto romano Splendore della Narni sotterranea

Narni nasconde gioielli anche nel sottosuolo, e la scoperta della città al di sotto di Narni fu merito di un gruppo di speleologi locali, che scoprirono in modo fortunoso gli affreschi di una chiesetta rupestre (in seguito è stata nuovamente consacrata) sotto la chiesa di Santa Maria Maggiore.

Tra polvere e macerie
Era il maggio del 1979 quando un gruppo di speleologi alle prime armi, riuscì a penetrare in un ambiente in cui tra polvere e macerie si potevano intravedere i resti di un affresco. In parte era ricoperto da più strati di calce, rimossi in seguito con la massima cura, sino a rendere visibili le pitture sottostanti, opera di artisti umbri che vi lavorarono nel periodo medioevale. Un Cristo sanguinante, un ritratto di San Michele Arcangelo e simboli degli Evangelisti, tornarono alla luce. C’è poi l’acquedotto romano detto “Formina” forse costruito dal curator aquarum Nerva, nel 27 d.C. sotto l’impero di Tiberio.  […]
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